Disturbi del neurosviluppo
I Disturbi del Neurosviluppo costituiscono una categoria nosografica ampia ed eterogenea, caratterizzata da un esordio precoce nella vita dell’individuo. Nel manuale DSM-5-TR, all’interno del capitolo Neurodevelopmental Disorders, vengono classificati i seguenti sottogruppi principali:
- Disabilità intellettive
- Disturbi della comunicazione: difficoltà persistenti nel linguaggio e nell’uso efficace della comunicazione sociale.
- Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): come dislessia, discalculia e disgrafia.
- Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)
- Disturbo dello spettro dell’autismo (ASD)
- Disturbi del movimento a esordio nello sviluppo: tra cui, ad esempio, la sindrome di Tourette.
Il Concetto di Neurodivergenza
Nel linguaggio comune e clinico contemporaneo si è diffuso il termine “neurodivergenza” pur non appartenendo ad un dominio specialistico utilizzato soprattutto in riferimento a quadri come ADHD, ASD e DSA.
Nota clinica: Questo termine non appartiene alla nosografia ufficiale del DSM, ma affonda le sue radici nel concetto sociologico e biologico di neurodiversità.
Questa prospettiva considera la variabilità del funzionamento neurocognitivo come un’espressione naturale della diversità umana. Di conseguenza:
- Neurodivergente: indica un soggetto il cui funzionamento socio-cognitivo si discosta significativamente da una norma statistica. Il termine assume oggi una forte valenza identitaria.
- Neurotipico: indica un soggetto con un funzionamento cognitivo in linea con la media della popolazione.
Il vantaggio di questo approccio:
Sposta il focus dal concetto puro di deficit a quello di differenza. Sottolinea come molte delle barriere vissute da queste persone non dipendano esclusivamente dalle loro caratteristiche individuali, ma dall’interazione tra un profilo neurocognitivo e relazionale specifico e ambienti e contesti poco inclusivi.
Diagnosi in Età Adulta
Negli ultimi anni, la ricerca e la clinica stanno ponendo una crescente attenzione sulla diagnosi dei disturbi del neurosviluppo in età adulta, in particolare per quanto riguarda l’ADHD e lo spettro autistico (soprattutto nelle forme cosiddette “lievi” o a basso livello di supporto).
Spesso si tratta di traiettorie di sviluppo caratterizzate da:
- Mancato riconoscimento nell’infanzia: I sintomi sono stati compensati o mascherati durante i primi anni di vita (masking).
- Esordio tardivo del disagio: La condizione emerge solo in età adulta, quando aumentano le richieste ambientali (sfide universitarie, inserimento lavorativo, gestione autonoma della vita).
- Comorbilità secondaria: La richiesta di una consultazione clinica viene spesso attivata dalla comparsa di disturbi emotivi secondari (ansia, depressione) o da marcate difficoltà di adattamento sociale e relazionale.
Presso il nostro Centro, grazie alla continua formazione, alla lunga esperienza e all’eterogeneità degli approcci dell’equipe, la valutazione della situazione clinica che la persona ci porta tiene conto anche di possibili aspetti di un neurosviluppo atipico fino a quel momento ignorati.
Forme di disturbi del neurosviluppo lievi infatti possono rimanere in ombra per molto tempo e manifestarsi in età adulta con disturbi depressivi, ansia e difficoltà di adattamento.
Se il clinico intuisce che la manifestazioni di sofferenza del paziente possono essere secondarie ad un profilo di neurodivergenza, suggerisce una valutazione specialistica che possa fare chiarezza sul funzionamento della persona e fornire indicazioni utili per un intervento psicologico più adatto.
In che modo la psicotraumatologia ha a che fare i disturbi del neurosviluppo?
In primo luogo profili di funzionamento atipici espongono la persona a maggiore vulnerabilità e vissuti traumatici (traumi specifici come ad es. bullismo, critiche , rimproveri, punizioni, pressioni al conformarsi, sensibilità sensoriale non rispettata) che necessitano di essere elaborati.
Inoltre la persona può avere un funzionamento atipico e allo stesso tempo essere soggetta a eventi traumatici (traumi generici non collegati al proprio disturbo) così come le persone con funzionamento tipico.
Come li affrontiamo?
Presso il nostro Centro, nei casi in cui si sospetta un funzionamento nueroatipico, è possibile accedere al servizio di valutazione per le neurodivergenze sia in età evolutiva che in età adulta.
La valutazione consiste in 5/6 incontri che comprendono un colloquio anamnestico con il paziente ed eventualmente altre persone che condividono con lui la quotidianità, la somministrazione di strumenti di valutazione standardizzati e un colloquio di restituzione in cui viene consegnata una relazione clinica finale. E’ possibile richiedere presso il centro stesso una consulenza psichiatrica aggiuntiva.
La valutazione diagnostica può diventare uno strumento di comprensione e benessere, aiutando la persona neurodivergente a leggere con maggiore chiarezza il proprio funzionamento, valorizzare le proprie caratteristiche e costruire un equilibrio più sostenibile nella vita quotidiana.
La conoscenza di sé non cambia ciò che siamo, ma può cambiare profondamente il modo in cui impariamo a prenderci cura di noi.
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