Il trauma nei bambini
I bambini sono estremamente vulnerabili ai traumi non solo per le conseguenze dirette di tali eventi ma anche perché sono estremamente sensibili agli stati emotivi dei loro genitori che, se traumatizzati a loro volta, possono farli sentire insicuri e spaventati.
I bambini sono molto impressionabili per natura e il loro livello di esperienza non è tale da dare loro una visione equilibrata della vita e di loro stessi, per questo motivo i bambini, anche se molto piccoli, meritano un’attenzione particolare quando esposti ed eventi traumatici anche di lieve entità.
I bambini infatti possono essere profondamente influenzati da eventi stressanti o traumatici.
Non sempre dispongono degli strumenti emotivi e cognitivi per comprendere e raccontare ciò che accade: per questo il disagio si manifesta spesso attraverso il comportamento, il corpo o le relazioni.
Il loro sistema nervoso e le capacità di regolazione emotiva sono ancora in via di sviluppo.
Un evento destabilizzante può risultare difficile da integrare, soprattutto se il bambino si sente solo o privo di punti di riferimento stabili.
La risposta degli adulti di riferimento è un fattore protettivo fondamentale.
EVENTI CHE POSSONO AVERE UN IMPATTO SIGNIFICATIVO
- Lutti
- Separazioni
- Vivere con un solo genitore
- Assistere a maltrattamenti e violenze in famiglia
- Incuria
- Lutti non elaborati dal genitore anche precedenti alla nascita del bambino
- Segreti familiari
- Malattia di un genitore
- Ospedalizzazione o malattie del bambino
- Esperienze di abbandono e trascuratezza
- Esposizione a critiche, umiliazioni, bullismo, fallimenti scolastici
Non è solo la gravità dell’evento a determinare l’impatto, ma il modo in cui viene vissuto e sostenuto.
PRINCIPALI REAZIONI DA STRESS
Nei bambini il trauma può manifestarsi con:
- Cambiamento del comportamento apparentemente immotivato
- Giochi o disegni violenti
- Paure o ansie non presenti prima (tic e gesti tipici dell’ansia)
- Manie e Ossessioni
- Enuresi ed encopresi
- Regredire ad una fase di sviluppo precedente (es. non dormire più da soli)
- Sbalzi d’umore
- Reazioni emotive esagerate
- Disturbi del sonno
- Disturbi alimentari (inappetenza o voracità..)
- Pianti inconsolabili in situazioni non adeguate
- Stato di agitazione e iperattività motoria
Questi segnali non indicano automaticamente un disturbo, ma meritano attenzione quando persistono nel tempo o interferiscono con la vita quotidiana.
Attenzione ai sintomi come lo stato di agitazione e iperattività motoria, i disturbi del sonno, sbalzi di umore e reazioni emotive esagerate che posso essere scambiati per un Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD).
COSA POSSONO FARE GLI ADULTI
E’ necessario dare messaggi chiari, trasmettere al bambino le informazioni in modo aperto e sincero, soprattutto riguardo quello che è successo, quello che sta succedendo e quello che succederà.
Le spiegazioni devono tenere conto ovviamente dell’età del bambino. I genitori sono le persone più indicate per informare e preparare il bambino, se questo non è possibile allora deve farlo una persona che il bambino conosce bene, di cui si fida. Deve esserci il tempo e la tranquillità necessaria per parlare. L’adulto deve ascoltare le domande del bambino e rispondere con sincerità, accettare e rispettare le emozioni del bambino.
I bambini reagiscono in modo diverso, alcuni piangono o protestano oppure negano la realtà, altri dimostrano apatia e si comportano come se non avessero sentito quello che gli è stato appena spiegato, ma devono avere la possibilità di poter riprendere l’argomento con le loro domande e di ricevere risposte sincere. Se non ci sono risposte, allora bisogna dirlo al bambino, i bambini questo lo capiscono. Mantenere routine prevedibili, accogliere le emozioni senza minimizzarle e chiedere supporto professionale quando i segnali persistono sono passi importanti per prevenire la cronicizzazione del disagio.
E’ importante ricorrere al supporto di uno psicoterapeuta, soprattutto in quelle situazioni in cui gli adulti di riferimento non siano in grado di aiutare il bambino perché assenti o con ridotte risorse psicologiche poiché anch’essi colpiti dall’evento traumatico. L’intervento terapeutico è in genere di breve o media durata ed è importante non solo per risolvere il problema emotivo post-traumatico ma anche come prevenzione di difficoltà future.
Nel nostro Centro l’intervento in età evolutiva integra competenze in psicotraumatologia e strumenti evidence-based specifici per bambini e adolescenti, con un’attenzione particolare al coinvolgimento della famiglia come risorsa fondamentale nel processo di cura.
EMDR IN ETÀ EVOLUTIVA
Numerosi studi hanno dimostrato che l’EMDR può essere utilizzato con successo con i bambini, garantendo loro la possibilità di uno sviluppo sano. L’EMDR non solo si è rivelato efficace nel trattamento dei sintomi dell’età evolutiva ma ha dimostrato sia a livello clinico che scientifico una grande rapidità di risoluzione contribuendo così ad una crescita emotiva e neurofisiologica che porta, in modo molto naturale, il bambini verso il benessere
Il cervello dei bambini è plasmabile, così come il trauma ne altera lo sviluppo neurofisiologico, così il trattamento con EMDR riorganizza la mente attraverso la rielaborazione dei ricordi traumatici.
Siccome spesso i sintomi dei bambini sono la conseguenza di eventi traumatici vissuti direttamente dai più piccoli ma anche dalle figure di riferimento e dalla famiglia in generale, quando si lavora coi minori è necessario lavorare contemporaneamente con le sue figure di riferimento per ritrovare la sicurezza insieme.
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